Di presidenti, a Bagno di Romagna, il nostro archivio ne conosce uno solo. Ventuno stagioni su ventuno, dal 2006/07 a oggi, la casella in cima alla Bagnese porta lo stesso nome, Rudi Montini, che il primo anno RomagnaSport scriveva Rudy; e la stessa fonte ne conserva il ritratto stagione dopo stagione, ventuno stagioni e ventuno schede che in fondo a questa pagina si sfogliano come un lunario di paese, dalla Prima Categoria del 2006/07 agli anni di Seconda e di nuovo su, fino alla Prima di oggi.
Lui, nelle risposte, sposta il conto più indietro: dice di essersi avvicinato alla Bagnese intorno al 1990, da simpatizzante e poi da dirigente, e di essere stato eletto presidente nel 1996, raccogliendo il lascito del «compianto Dott. Fanti», che chiama «presidentissimo». Sono ricordi suoi e così li riportiamo, ché l'archivio comincia dieci anni dopo. Quel che possiamo contare noi arriva fino all'ottavo posto con 44 punti della stagione scorsa e a una Bagnese decima con cinque punti dopo quattro giornate, che domani alle 15:30 riceve la Granata al «Locatelli-Agnoletti».
Ventuno stagioni, nel calcio di paese, sono un'epoca. Tredici campionati di Prima Categoria e otto di Seconda, due volte giù e due volte di nuovo su, allenatori arrivati e ripartiti, generazioni di giocatori passate per il «Locatelli-Agnoletti»: e sopra tutto questo, sempre lo stesso nome in cima alla società. Un premio alla carriera non l'abbiamo. Se la valle avesse una sala degli illustri, però, il suo ritratto ci starebbe di diritto, e per la precisione ventuno volte.
Le domande erano sei, partite il 26 settembre insieme a quelle per il mister; le risposte del presidente sono arrivate ieri pomeriggio, su un foglio con la carta intestata della società e il suo nome in fondo. Poche righe, nessuna melina. Eccole, e sotto ciascuna il nostro commento.
Nel nostro archivio Lei è il presidente della Bagnese in tutte le ventuno stagioni che conserviamo, dal 2006/07 a oggi. Com'è cominciata, e che cosa La tiene ancora lì, ogni domenica?
«Forse era il lontano 1990 quando mi sono avvicinato alla Bagnese come simpatizzante, poi come dirigente ed infine nel 1996 con il lascito del compianto Dott. Fanti allora presidentissimo della Bagnese, fui eletto presidente, chi mi attorniava poi si è ben guardato dal dovermi sostituire, per cui nel tempo ho sostenuto questo impegno, anche se negli ultimi anni sono cambiate molte cose, prima era un volontariato fare calcio, oggi ci ritroviamo a gestire un'azienda.»
Il 1990 col suo «forse», il 1996 e il «presidentissimo» sono ricordi suoi, e suoi restano; epperò dal 2006/07 in avanti l'archivio non fa che dargli ragione, ventuno stagioni e sempre lui. In una riga sola, dal volontariato all'azienda, sta la storia del calcio di paese di questi anni.
La società è nata nel 1969, e sullo stemma c'è una signora d'oro. Chi è, e che cosa racconta della Bagnese e di Bagno di Romagna?
«Lo stemma rappresenta una statuetta votiva delle terme romane pare del II secolo d.C. a tutt'oggi nelle terme di S. Agnese.»
Avevamo scritto «signora d'oro», e il presidente ci corregge con garbo: una statuetta votiva romana, che a suo dire sta ancora oggi alle terme di Sant'Agnese. Nomen omen: a Bagno, anche lo stemma viene dall'acqua calda.
Il 2012/13, in Seconda Categoria, finì con sessantadue punti e il secondo posto, il massimo della Bagnese nel nostro archivio; l'anno dopo la squadra giocava in Prima. E nel 2016/17 arrivò il terzo posto in Prima Categoria. Qual è la stagione che Le è rimasta nel cuore, e perché?
«Ho vissuto stagioni dove si lottava per non retrocedere, e altre nei primi posti delle classifiche, non ho ricordi particolari.»
Risposta sparagnina, da libero che spazza senza guardare dove finisce il pallone. Ci pensa l'archivio a ricordare per lui: il secondo posto del 2012/13 con 62 punti, il terzo del 2016/17 con 57. Chi ha vissuto siffatte stagioni e non le mette in vetrina, forse, le tiene tutte uguali.
Bagno di Romagna è un paese di montagna, con le terme e i boschi del Parco. Che cosa vuol dire fare calcio lassù: le trasferte, i giocatori che vengono da fuori, i ragazzi che scendono a valle per studiare o lavorare?
«La Bagnese ha sempre attinto gran parte dei calciatori del posto soprattutto dalla Sampierana, li abbiamo anche da Cesena e dintorni con costi elevati. Fare calcio a Bagno di Romagna è più difficile perché siamo lontano da tutti. 3 allenamenti la settimana + la domenica comportano una movimentazione troppo pesante. Solo le trasferte in prima categoria ne facciamo 9 da Rimini a Cattolica, è quasi impossibile. È un traffico che mi preoccupa costantemente.»
Le nove trasferte le conta lui; noi sappiamo che quest'anno la Bagnese è già scesa due volte in riviera, a Viserba con la Victoria e a Miramare col Real Rimini, e da tutte e due è tornata con un punto. Da un paese di montagna, ogni domenica fuori casa è la valle intera da scendere e poi da risalire: il pedaggio della montagna, che il presidente paga in pensieri.
Quest'estate la panchina è passata a Fulvio Fabiani. Che cosa avete cercato in lui, e che cosa gli avete chiesto?
«Il mister Fabiani è alla Bagnese calcio perché facendo una chiacchierata si è reso disponibile e lui aveva una gran voglia di venire da noi. Abbiamo un gruppo con molti giovani che vogliamo crescere.»
Della chiacchierata non sappiamo altro, e non serve: il mister la sua parte l'ha già raccontata nell'intervista del 3 ottobre, e prima di Bagno, nel nostro archivio, aveva guidato la Due Emme per tre stagioni. Giovani da far crescere, dice il presidente; cani randagi, li vuole il mister. Due modi di chiamare gli stessi burdèl.
Fra cinque anni, dove vorrebbe vedere la Bagnese? E che cosa manca oggi alla società, se potesse chiederlo domani mattina?
«Vorrei vedere la Bagnese praticare calcio con altri alla conduzione, mancano i cambi dirigenziali e sarà molto difficile il prosieguo.»
È la risposta più seria delle sei, e la lasciamo com'è, senza aggiungerle un grammo. Non annuncia addii né fissa date: dice che alla guida servono altre persone, e che senza un cambio andare avanti sarà molto difficile. Detta da chi, nel nostro archivio, è stato l'unico presidente in ventuno stagioni, suona meno come un lamento che come un invito: il testimone è pronto, manca la mano che lo prenda.
A Rudi Montini va il nostro grazie, per le sei risposte e per quel «Grazie» con cui le ha chiuse, prima del suo nome. Con quelle del mister, uscite il 3 ottobre, fanno il ritratto intero della Bagnese di quest'anno: in campo un gruppo giovane da far crescere, dietro le quinte un presidente che dice di guidare la società dal 1996 e che chiede, con garbo e a voce chiara, qualcuno che gli dia il cambio. Domani alle 15:30 arriva la Granata, ed Eupalla gli organigrammi non li guarda. Chi vuole dare una mano, a Bagno, sa dove bussare.
Ventuno stagioni da presidente





















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