Ci sono allenatori che parlano volentieri e allenatori che parlano solo quando hanno vinto. Marco Ostolani appartiene a una terza specie, la più rispettabile: quella che non parla finché non ha vinto due volte. Gli avevamo scritto una settimana fa, all'indomani dello zero a uno sul campo della Marignanese, con sei domande garbate. Risposta cortese, epperò con una clausola. Il mister è uomo di campo, e dunque di cabala: le interviste le guarda col sospetto che il contadino riserva alle nuvole di maggio. Si parla dopo, mai prima. Il patto, allora, lo ha dettato lui: se domenica la Due Emme fa risultato anche col Capanni, il lunedì domande quante ne volete.
Domenica, a Borello, Giacomo Pungelli ha trovato il diagonale al 78', la Due Emme ha vinto uno a zero, e la cabala si è pronunciata. Sette punti in tre giornate, in testa a pari punti, nessun gol subìto in campionato: un conto che non ammette repliche. Di scuse per tacere, ergo, il mister non ne ha più.
Noi, che abbiamo la memoria lunga e la penna svelta, la lettera l'abbiamo spedita prima che finisse la domenica: undici domande, carta intestata e protocollo, come si fa con le cose serie. Dentro c'è tutto. La difesa arcigna che non prende gol, e il giuoco che deve ancora imparare a far male; le due stagioni sulla panchina della Bagnese, prima di passare all'altra sponda della valle; e il 4 novembre, quando in casa della Due Emme arriverà proprio la Bagnese, e il passato si siederà nella tribuna di fronte.
Adesso la palla è sua. Patti chiari, amicizia lunga, dicono in Romagna, e pacta sunt servanda, dicevano i latini, che di contratti se ne intendevano. Le risposte, burdèl, appena arrivano le pubblichiamo così come sono, col suo nome. Fino ad allora gli concediamo il riposo che spetta a chi ha vinto. Ma lunedì, mister, è lunedì.