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Anno I · N. 24Valle del Savio, sabato 24 ottobre 2026
L'intervista Due Emme · 1ª Categoria girone H

Ostolani: «Non mi piace il frutto del caso»

Nove risposte dell'allenatore della Due Emme, sette punti e nessun gol subito in tre giornate: la passione nata dopo il secondo infortunio al ginocchio, il grazie a Bagno, l'identità di gioco, il pensiero a Mazzoli. E sulla classifica: «non si guarda».

La Redazione4 ottobre 2026
Marco Ostolani, allenatore della Due Emme.
Mercato Saraceno Marco Ostolani, allenatore della Due Emme.Foto: RomagnaSport

Marco Ostolani allena la Due Emme da questa stagione, dopo due anni sulla panchina della Bagnese, chiusi al nono posto con quaranta punti e all'ottavo con quarantaquattro. Nel nostro archivio compare anche da giocatore, attaccante della Bagnese in quattro stagioni fra il 2006/07 e il 2011/12. In tre giornate di campionato la sua Due Emme ha fatto sette punti, con due gol segnati e nessuno subito. Gli avevamo mandato undici domande il 27 settembre; ha risposto per scritto sabato 3 ottobre, alla vigilia della trasferta a Fanano di Gradara, a nove di queste. Le riportiamo per intero, corrette soltanto nei refusi e nella punteggiatura. Lo ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato.

Quando ha capito che voleva allenare? Prima di Bagno di Romagna, su quali panchine si è seduto, anche nelle giovanili?

«Ho capito di voler allenare quando il mio ginocchio si è rotto per la seconda volta. Per un anno ho provato a giocare, ero a Perticara, ma purtroppo era arrivato il momento di smettere, e l'anno seguente, 2016/17, mister Delfini mi ha chiesto di fare da secondo a lui, e da lì è nata la passione, e l'anno dopo ero già allenatore: quindi è stato amore a prima vista. Ho subito iniziato con le prime squadre: la prima il Perticara, dal 2016/17 fino alla stagione 2019/20, dove abbiamo fatto due stagioni i playoff, uno perso e uno vinto, e siamo tornati in Prima… Poi una piccola parentesi ad Alfero, 2020/21, ma bloccati dal Covid (avremmo probabilmente vinto il campionato di Seconda). Poi ho avuto la fortuna di fare da vice a Barontini alla Sampierana, stagioni 2021/23, per due anni consecutivi, dove abbiamo perso un playoff il secondo anno. Poi i due anni di Bagnese, e ora Due Emme.»

Due stagioni da allenatore della Bagnese, nona con 40 punti e ottava con 44, poi la Due Emme. Com'è nata la scelta? E che effetto le ha fatto, il 6 settembre in coppa, vincere 3-1 proprio a Bagno?

«Ci tengo a dire che per me Bagno è stata una famiglia, con dei ragazzi straordinari pronti a gettarsi per me e per il gruppo nel fuoco. Avevamo creato una bella identità di gioco, un po' quello che è il mio credo calcistico e del mio vice Ruben Stoppa: per vincere ci vuole anche il gioco, se no con la fortuna e gli episodi di partite ne porti a casa poche… Ma poi, come si sa, le strade a volte, per motivi diversi, si separano, anche perché dopo due stagioni il progetto era cambiato, e quindi il percorso era giunto al termine. E di questo percorso non smetterò mai di ringraziare il presidente Montini e tutta la società Bagnese… Poi è arrivata la possibilità Due Emme, e da subito è nata una forte alchimia, e siamo stati onorati di iniziare un nuovo percorso. Società solida, con settore giovanile, strutture importanti e tanti giovani da crescere, e un bellissimo gruppo da allenare… Insomma, un bel progetto, impossibile da rifiutare. Il derby di coppa a Bagno, vinto, ovviamente è stato emozionante per tutto: salutare i ragazzi che ho avuto, con i quali ho condiviso tanto, ma poi dare tutto per la mia nuova avventura e squadra, la Due Emme, con il mio staff, Ruben Stoppa vice allenatore, Simone Gobbi preparatore dei portieri e Luca Casanova preparatore atletico. Volevamo vincere il derby e passare il turno di coppa, come è normale e giusto che sia. Insomma, una bella domenica di calcio.»

Tre partite di campionato e zero gol subiti. Da dove nasce questa solidità: dal lavoro sulla difesa, dal modo di stare in campo di tutta la squadra, o da qualcos'altro? E che cosa chiede ai suoi attaccanti, lei che lo è stato?

«Diciamo che la solidità difensiva è molto importante, ci lavoriamo molto, ma siamo solo all'inizio, quindi se ne riparlerà più avanti, e vedremo se riusciremo a tenere alta l'attenzione. E comunque la fase difensiva inizia dagli attaccanti, dalla riconquista più immediata del pallone e avere il più possibile la gestione di esso: quindi lavorare anche su questo è importante. Preferisco non parlare di me ma dei miei giocatori, e vi dico che ovviamente gli attaccanti devono segnare: oggi io gli chiedo molto collante e qualità in avanti, ma alla fine i gol sono determinanti.»

Come ha preparato la partita col Capanni, e con che sensazioni l'ha vissuta dalla panchina?

«Noi dobbiamo avere un'identità nostra, nei momenti difficili e nei momenti buoni delle partite. Non mi piace il frutto del caso, quindi non prepariamo la partita sul Capanni, ma lavoriamo su noi, per migliorare giorno dopo giorno con la nostra identità. Poi è chiaro che seguono delle informazioni specifiche sugli avversari e cosa fare in partita, ma prima di tutto conta la nostra identità.»

Due vittorie per uno a zero, decise al 72' da Ceredi e al 78' da Pungelli, nella seconda metà della ripresa. È un caso, o la sua Due Emme è una squadra che sa aspettare il momento giusto?

«Diciamo che sono risultati un po' bugiardi: abbiamo raccolto meno di quello seminato, e i due gol dei secondi tempi credo siano solo la continuità dei primi tempi, dove magari abbiamo un po' sprecato. E non siamo una squadra che aspetta: non è il nostro credo.»

Pungelli è arrivato dalla Sampierana; Mazzoli, Brighi e Sartini sono rimasti. Come si mettono insieme chi c'era e chi è arrivato? E che cosa, dopo tre giornate, ancora non la convince?

«Non è arrivato solo Pungelli: Diversi, Sintoni, Bianchi, Matteo Sartini… Abbiamo cercato di completare la rosa al migliore dei modi con la società, per avere un equilibrio nei reparti, e i giocatori che avete elencato sono ovviamente rimasti, insieme ad altri, per confermare l'ossatura della squadra e inserire giovani dal settore giovanile. Poi ci tengo a dire che abbiamo perso, per infortunio, Mazzoli, la prima di campionato, per la rottura del crociato: ne siamo molto dispiaciuti, giocatore molto importante per noi e per il gruppo, ma siamo certi tornerà più forte di prima, e noi giocheremo anche per lui.»

Sette punti in tre partite: la classifica, a settembre, si guarda o si nasconde nello spogliatoio?

«La classifica non si guarda, almeno io ad oggi non la guardo. Si deve fare il meglio che si può, e poi al giro di boa del girone d'andata fare le valutazioni del caso. Il nostro è un progetto, e sappiamo che ci vuole del tempo.»

Domenica in casa del San Bartolo, poi il Cattolica, e mercoledì 4 novembre il derby con la sua ex Bagnese. Qual è l'obiettivo di questa stagione, se ve ne siete dati uno?

«Diciamo che abbiamo un periodo importante, dove bisogna essere bravi e sul pezzo: ogni partita è difficile, quindi ne faremo una alla volta, come è normale che sia, con il massimo dell'impegno. Vogliamo fare bene anche in coppa, anche se abbiamo un po' di infortuni, ma faremo il nostro meglio per essere pronti, come del resto nel derby.»

Un messaggio alla gente di Mercato Saraceno: perché vale la pena venire alla partita la domenica?

«Ne vale la pena per sostenere il loro paese e i loro ragazzi, e sono sicuro che troveranno una squadra che darà il massimo per ripagarli. Poi per vedere la crescita di tutta la squadra, dei giovani del settore giovanile, insomma di tutto l'ambiente Due Emme.»

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