VALLE DEL SAVIO — Di venerdì, in tanti paesi, il pallone riposa. È costume antico del calcio dilettante, e chi l'ha giocato lo sa a memoria come il padrenostro: in settimana si corre dopo il lavoro o dopo la scuola, il sabato o la domenica si gioca, e in mezzo a questa liturgia resta una sera sola che appartenga davvero al pedatore, la sera del venerdì, quella che i ragazzi chiamano con riverenza, e con la maiuscola nella voce, la serata. Niente fischietto. Niente giri di campo, niente mister che conta le ripetute. C'è la piada in compagnia, la piazza del paese, la morosa che per una volta non deve aspettare la fine dell'allenamento. E per chi gioca il sabato la serata finisce presto, si capisce: la vigilia è vigilia, ed Eupalla, dea capricciosa, non ha mai avuto simpatia per chi si presenta al campo con gli occhi piccoli.
Di serate, quest'anno, la valle ne ha da distribuire parecchie. Abbiamo contato le cinque rose pubblicate, e a guardare le carte d'identità viene fuori un popolo giovane: dei centoventi giocatori iscritti, sessanta sono nati dal 2003 in poi, la metà esatta. Un esercito di burdèl con una sera libera alla settimana e tutto il tempo davanti; e ognuna delle cinque compagnie in scena, lo vedremo, ha i suoi ragazzi da mandare alla ribalta.
La parte del primo attore, per ora, tocca alla Sarsinate. A Sarsina, patria di Plauto, si sa da più di ventidue secoli come va la commedia: da una parte il giovane scapestrato che vuole tutto e subito, dall'altra il vecchio che brontola e tiene stretti i cordoni della borsa. Mutatis mutandis, il calcio di casa ha rifatto la stessa distribuzione, e a Sarsina è toccato il giovane. Venerdì scorso, nella prima puntata, la sua rosa non c'era ancora e la palma della gioventù era andata alla Due Emme; ora RomagnaSport l'ha pubblicata, venticinque giocatori tutti con la loro data di nascita, e la classifica si rovescia. Media, 21,7 anni: la più giovane delle nostre. Sedici sono nati dal 2003 in poi, quasi due su tre; otto sono ancora minorenni, otto degli undici che sono in rosa in tutta la valle, e di loro, come sempre, diciamo soltanto il numero.
Il giuoco di prestigio sta nel confronto. Nell'autunno del 2016 la stessa Sarsinate era la squadra più vecchia della valle, 28,8 anni di media; in dieci stagioni si è tolta sette anni di dosso, e nemmeno il mago della fiera saprebbe fare di meglio. Che cosa ci sia dietro, l'archivio non lo dice. Sappiamo dalle cronache locali che la società ha ricostituito il suo settore giovanile; il resto, se vorranno, ce lo racconteranno loro.
Alla Due Emme, che la palma la teneva sette giorni fa, nessuno si strappi i capelli. Mercato Saraceno ha 23,2 anni di media e sedici under 23, tanti quanti la Sarsinate, su una rosa di ventotto: a contare le teste dei ragazzi è un ex aequo, anche se in proporzione Sarsina resta davanti, sedici su venticinque. In dieci anni, del resto, anche la Due Emme si è fatta più giovane, da 24,9 a 23,2; e chi ringiovanisce restando fra le prime ha diritto alla sua serata come tutti gli altri.
La Sampierana, 23,9 di media, ha dodici under 23 su venti, sei su dieci, la quota più alta dopo quella di Sarsina. A San Piero la gioventù non è moda dell'ultima ora: già nel 2016, con 23,0, la Sampierana era fra le rose più giovani della valle, seconda soltanto al Vallesavio. Del suo settore giovanile, che «continua a portare ragazzi pronti a entrare nella mischia», parla in questo stesso numero l'allenatore, Matteo Mengozzi; e di ragazzi, in rosa, ce ne sono dodici su venti.
Quarta la Bagnese, 25,3, ed è un caso sui generis. La media dice venticinque anni, ma il giocatore che sta a metà della fila ne ha meno di ventitré: segno che a Bagno una nidiata di ragazzi, quattordici under 23 su ventiquattro, cresce accanto a pochi veterani di lungo corso, ed è la scuola migliore che ci sia, imparare il giuoco da chi lo sa. Anche Bagno, in dieci anni, ha alleggerito la carta d'identità, da 27,4 a 25,3. Dei due decani della valle, entrambi classe 1986, uno sta proprio lì; l'altro lassù, ad Alfero.
Ad Alfero, a settecentocinquanta metri, il tempo va per conto suo. È la più esperta delle nostre, 28,7 anni di media, e in dieci anni la più invecchiata, da 25,9; in rosa ha quattro under 23 su venticinque. Pochi, e per questo preziosi: lassù i ragazzi si tengono da parte come la legna buona per l'inverno, e chi si guadagna un posto in una rosa di veterani impara il mestiere da maestri che conoscono ogni zolla e ogni melina. Il venerdì sera, ad Alfero, sarà forse più quieto che altrove. Sabato, in casa della Junior Rumagna, l'esperienza ha modo di dimostrare quanto vale.
Manca all'appello il Vallesavio. La rosa 2026/27 di Borello RomagnaSport non l'ha ancora pubblicata, e noi non tiriamo a indovinare: l'anno scorso aveva 26,2 anni di media, ma è un'altra stagione, e fuori classifica resta. Il suo vanto, però, Borello ce l'ha, ed è antico: nel 2016 la più giovane di tutte era proprio il Vallesavio, con 20,8, meno anche della Sarsinate di oggi. Quando la rosa nuova arriverà, la conteremo con piacere.
Messe insieme, le cinque società avevano un'età media di 26,0 anni dieci anni fa e ne hanno 24,6 oggi: quasi un anno e mezzo di meno, che per una valle intera non è poco. Nelle quattro di cui abbiamo anche le rose del 2021, gli under 23 erano trentanove su novantasette e sono diventati cinquantasei su novantacinque, contando una volta sola chi è passato da una rosa all'altra. I minorenni in rosa erano nove nel 2016, su sei squadre; oggi sono undici, su cinque. La Sarsinate tira la volata, ma ci mettono del loro anche la Due Emme e la Bagnese.
Una cautela, giacché i numeri vanno presi per quello che sono: le rose sono quelle che RomagnaSport pubblica a inizio stagione, e dicono chi è iscritto, non chi gioca la domenica. I debutti, i minuti, le partite intere li conteremo quando ce li manderete voi. Sabato la Sarsinate riceve la Junior Gatteo, e sovente è proprio la prima partita da titolare quella che un ragazzo si ricorda per tutta la vita, più di cento serate messe in fila: scriveteci, e per i minorenni chiedete prima il permesso a mamma e papà.
Sarsina, per ora, è davanti; ma è la valle, messa insieme, a tornare ragazza. Buona serata, burdèl; e chi gioca domani, a letto presto.