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Anno I · N. 24Valle del Savio, sabato 24 ottobre 2026
Editoriale Il calcio d'autunno

Si inizia a fare sul serio

Calcio d'agosto, non ti conosco: le amichevoli e le coppe d'estate sono alle spalle. Con ottobre arrivano i campi pesanti, le sere corte, la Coppa infrasettimanale e le prime classifiche che dicono qualcosa: la Due Emme seconda senza gol subiti in campionato, la Sampierana ferma a tre punti.

La Redazione3 ottobre 2026
La Due Emme nella foto di squadra della scorsa stagione; oggi è seconda in Prima Categoria, senza gol subiti in tre giornate di campionato.
Due Emme, stagione 2025/26 La Due Emme nella foto di squadra della scorsa stagione; oggi è seconda in Prima Categoria, senza gol subiti in tre giornate di campionato.Foto: RomagnaSport

Com'è finita. sabato 3 ottobre Sampierana – Cesenatico 1-1 (Karim Campacci 45', Rocchi 80'); Vallesavio – Cervia United U21 1-1 (Nicola Lamesta 75', Argnani 90+3'); Junior Rumagna – Alfero 0-1 (Francesco Bottura 57'); Sarsinate – Junior Gatteo 2-0 (Alessandro Bini 11' e 75').

Calcio d'agosto, non ti conosco. Il proverbio lo sa a memoria chiunque abbia passato un'estate a bordo campo, e dice una cosa sola: che d'agosto si vede molto e non si capisce niente. Le amichevoli col sole a picco, le coppe d'estate giocate contro chi ha mezza squadra al mare, i gol rifilati a chi non ha ancora ripreso a correre e le sconfitte che non contano, giacché le gambe sono di legno, la preparazione morde i polpacci e gli allenatori provano, cambiano, rimandano a settembre ogni giudizio come un professore di manica larga.

Agosto è il mese delle illusioni. Si vince un torneo e ci si crede già promossi; si perde una partitella e si torna a casa col muso lungo; né l'una né l'altra cosa vuol dire qualcosa. È la stagione d'oro della pretattica, quando nessuno mostra niente e tutti nascondono qualcosa, e il risultato, come certe promesse fatte in vacanza, scade con l'ultimo giorno del mese.

Poi viene ottobre, e il pallone cambia peso. Di sera, dopo otto ore in fabbrica, in ufficio, in cantiere o nei campi, i nostri pedatori si allenano sotto i fari, perché le giornate si sono accorciate e il buio arriva presto. La domenica, sovente, trovano l'erba che l'autunno ammorbidisce, la pioggia che si mette di traverso, il pallone che si ferma nella pozza proprio quando dovrebbe correre. Le zdaure lo sanno da sempre: a ottobre i panni stesi non asciugano più, e le maglie tornano a casa con mezzo campo addosso. Il calcio dei dilettanti è questo, hic et nunc: fatica pagata di tasca propria, con le ore di sonno e le cene saltate.

In Animal House, film americano del 1978, si dice che «quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare». Era una commedia di studenti scapestrati, non un trattato di tattica; mutatis mutandis, però, la frase si adatta meglio a una valle romagnola d'ottobre che a un college d'oltreoceano.

Da tre settimane, del resto, le classifiche hanno smesso di fare melina. In Prima Categoria, girone H, la Due Emme è seconda con sette punti e in campionato la sua porta non l'ha ancora violata nessuno: due gol fatti, zero subiti, un catenaccio all'antica, senza vergogna e senza fronzoli. La Bagnese sta a quota quattro, ma la prima vittoria l'ha trovata sul filo del novantesimo, con Batani, e certe vittorie valgono un ricostituente. In Promozione la Sampierana ha tre punti e sei gol presi, e oggi riceve il Cesenatico, secondo, che in campionato di gol non ne ha presi nemmeno uno: chi voleva sapere quando si comincia a fare sul serio, trova la risposta stampata in calendario.

In Terza la classifica ha una giornata sola, e una giornata è poco per giudicare ma abbastanza per bruciare. Il Vallesavio ha i tre punti del derby vinto a Riofreddo al quarto minuto di recupero, la Sarsinate uno, l'Alfero ancora nessuno. E siccome il campionato non basta, martedì sera alle 20.30 Vallesavio e Sarsinate si ritrovano a Borello per la Coppa di Terza Categoria: si gioca dopo cena, o al posto della cena, come sa chiunque il pallone lo prenda a calci dopo il lavoro e la mattina dopo debba timbrare il cartellino.

Eupalla, che ad agosto va in ferie come tutti, a ottobre torna in servizio, e da qui a primavera i distratti non li perdona più. Ogni punto lasciato adesso, sui campi pesanti e con le gambe che cominciano a sentire la stagione, a maggio lo si cerca e non lo si trova. I burdèl d'agosto sono diventati uomini d'autunno.

Agosto ci ha illusi tutti; ottobre, almeno, dice la verità.