Com'è finita. domenica 11 ottobre Due Emme – Cattolica 0-1 (Pasolini 90'); Riccione 1926 – Sampierana 2-1 (Bellavista 41', S. Braccini 45+2', Tamai 77').
Contro il mare, a pallone, la valle ha un conto aperto da quando l'archivio ha memoria. Oggi lo riapre due volte, nello stesso pomeriggio e alla stessa ora, le 15:30: la Due Emme riceve il Cattolica, la Sampierana va a Riccione, e per un giorno il confine fra l'Appennino e l'Adriatico non passa per i crinali ma per due campi di calcio, uno di Prima Categoria e uno di Promozione.
Il Savio, che nasce fra i monti e al mare ci arriva comunque, sembra aver suggerito il calendario. La Due Emme gioca in casa all'«Arrigoni» di Borello, sessantasette metri sopra il mare, dove il comunicato regionale di fine agosto l'ha mandata per tutta la stagione; Cattolica, il paese, sta a dodici metri, e la valle riceve dunque la riviera quasi alla sua altezza. La Sampierana, che a San Piero gioca a quattrocentocinquantasette metri, scende invece al «Nicoletti» di Riccione, sul sintetico, in casa della riviera.
Della partita di Borello si può dire una cosa sola con certezza: è nuova. Questo Cattolica è nei nostri dati soltanto da questa stagione e la Due Emme non l'ha mai incontrato; la Bagnese sì, il 13 settembre, e a Bagno perse zero a due. Con altre società che portano il nome di Cattolica la Due Emme ha giocato quarantaquattro volte, e ha vinto dodici volte, pareggiato dodici, perso venti. Ci arriva da seconda, a pari punti col Real Rimini, otto punti, imbattuta, un gol solo subito in quattro partite; il Cattolica è quarto a sette e ha in Di Blasio, tre gol, il suo goleador. A Riccione la Sampierana porta quattro punti e sette gol presi; il Riccione ne ha cinque. Col Riccione 1926, in archivio, le nostre squadre hanno giocato dieci volte e vinto una.
Abbiamo voluto contare tutto. Quattrocentosettantatré partite fra le nostre sette squadre e quelle della riviera, dal 2006/07 a oggi: centosessanta vinte, centoquarantadue pareggiate, centosettantuno perse; cinquecentonovantanove gol fatti e seicentoquarantaquattro subiti. Il mare è avanti di undici partite e di quarantacinque gol.
Il criterio va detto con onestà, perché ogni conto è figlio della sua regola. Abbiamo messo nel mucchio le squadre che portano nel nome una località sul mare della costa romagnola, da Cattolica fino a Punta Marina, e soltanto le partite della Federazione; settanta partite contro squadre dal nome dubbio, come il Gatteo, il cui capoluogo il mare non lo vede, le abbiamo lasciate fuori. Un'altra regola darebbe un altro numero. Non darebbe, crediamo, un'altra storia.
Dentro il conto, le squadre si dividono come le famiglie a tavola. La Sampierana è quella che col mare se la cava meglio: centotrentadue partite, cinquantadue vinte, quarantadue pari, trentotto perse. In attivo anche il Vallesavio, quarantuno vittorie contro trentatré sconfitte, e la Sarsinate, undici a dieci. Pagano il conto la Bagnese, diciotto vittorie in novantaquattro partite, la Due Emme, trentaquattro vinte e trentasette perse, l'Alfero, quattro vittorie in ventidue, e il Ranchio, che col mare ha giocato una volta sola e l'ha persa. La località che ci ha fatto più male si chiama Cattolica, sotto qualunque bandiera: centoventisette partite, cinquantaquattro sconfitte, centottantotto gol subiti.
Vae victis, verrebbe da dire, ma il calcio di paese non conosce vinti per sempre. Si dice da sempre che la gente di montagna giochi come vive, arcigna e paziente, con la parsimonia di chi sa che l'inverno è lungo, e che quella della costa abbia il giuoco più largo di chi guarda un orizzonte senza colline davanti: sono leggende, e sovente le leggende i numeri le smentiscono, come fa la Sampierana nel conto di questi vent'anni. Resta che la piada si mangia uguale a San Piero e a Cesenatico, e che la Romagna, a tavola, è una sola. In campo, no.
Undici partite di svantaggio: la montagna ha tutto il tempo per recuperarle.