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Anno I · N. 24Valle del Savio, sabato 24 ottobre 2026
Editoriale Il fine settimana

Ancora

Sabato il Vallesavio vince al 90+4' in casa d'altri, domenica la Bagnese al 90' in casa propria. Lo stesso colpo, due volte in due giorni: come la canzone che abbiamo messo sotto la storia della Bagnese, come Micky Ward in The Fighter.

La Redazione28 settembre 2026
L'Alfero al completo, nella foto ufficiale della stagione.
Stagione 2025/26 L'Alfero al completo, nella foto ufficiale della stagione.Foto: RomagnaSport

Ancora. La parola ce la portiamo dietro da domenica sera, da quando l'abbiamo messa sotto la storia Instagram della Bagnese: una canzone che si chiama così, «Ancora», quella di Eduardo De Crescenzo a Sanremo nel 1981, poi cantata da Mina e da mezza musica italiana, scelta per accompagnare un gol arrivato quando il tempo pareva finito. Non l'avevamo scelta a caso, epperò solo dopo ci siamo accorti di quanto fosse giusta.

Perché il fine settimana della valle è stato questo, la stessa cosa due volte. Sabato, a Riofreddo, il Vallesavio ha vinto il derby con l'Alfero al 90+4', gol di Edoardo Magrini, goleador per una sera in casa d'altri, e in campionato, fuori casa, non vinceva dal 22 marzo 2025. Domenica, al Locatelli-Agnoletti, la Bagnese ha fatto lo stesso in casa propria: uno a uno col Torconca fino al novantesimo, poi la punizione di Marco Batani nel varco della barriera, e la prima vittoria di campionato. Il colpo del giorno prima, ripetuto il giorno dopo, a campi invertiti. Repetita iuvant, dicevano i latini. A Bagno l'hanno preso alla lettera.

Ed ecco il terzo filo. Chi ha visto The Fighter, il film di David O. Russell del 2010, sa di che cosa parliamo. Mark Wahlberg è Micky Ward, pugile di Lowell che nessuno dà per vincente, e Christian Bale è il fratello Dicky, che lo allena fra una caduta e l'altra. Micky non ha cento colpi. Ne ha uno, anzi una serie, e la sa ripetere fino alla noia: testa-corpo. Prima il pugno alla testa; l'altro, d'istinto, alza il braccio a coprirsi e scopre il fianco; allora parte il secondo, al fegato, e l'incontro finisce lì. Non all'inizio, quando le gambe sono fresche e la guardia sta su da sola: alla fine, nelle riprese in cui l'incontro pare già scritto e l'avversario ha cominciato a crederci. Gli è riuscito più di una volta. Nel 1997 con Alfonso Sanchez, che non aveva mai perso; e a Londra, nel marzo del 2000, con Shea Neary, campione dei superleggeri, ventidue incontri e ventidue vittorie, quello che tutti davano per favorito. È la sera che il film racconta: all'ottavo round il campione è finito, e il telecronista, nel film, grida l'unica cosa che c'è da gridare: «Lo ha rifatto ancora».

Il paragone non è una forzatura, e chi era sugli spalti lo sa. Due partite pesanti, il fine settimana. Un derby, Alfero-Vallesavio, di quelli che in valle valgono una stagione intera; e un Davide contro Golia, la Bagnese contro il Torconca, squadra che, a sentire lo spogliatoio di Bagno, è partita per vincere il campionato. Novanta minuti a guardia alta, a prenderle e a restituirle, e l'uno a uno scritto sul tabellone come una sentenza. Poi, all'ultimo momento, tutte e due hanno trovato il loro testa-corpo: il Vallesavio a Riofreddo, al quarto minuto di recupero; la Bagnese a Bagno, il giorno dopo, sulla punizione di Batani. Lo hanno rifatto. Ancora.

Guardatelo, quel film, se non l'avete visto. Stasera, dopo cena, invece dell'ennesima replica. Di pugni e di pallone, in valle, si capisce più di quanto si creda: squadre e pugili che nessuno mette in copertina, le famiglie sugli spalti, e la convinzione testarda che il colpo buono arrivi se lo si ripete abbastanza.

Poi c'è l'altra faccia, e va detta. Ancora vale anche per chi le prende. Filippo Magri ha segnato al novantesimo anche a Diegaro, e stavolta il colpo è toccato alla Sampierana, che era già sotto di uno. Nel pugilato come nel giuoco del pallone, il gancio dell'ultimo round non guarda la maglia. Eupalla, sovente, ha la memoria corta e il senso dell'umorismo lungo.

Noi il fine settimana l'abbiamo raccontato minuto per minuto, e la parola ce la teniamo: una canzone sotto una storia, un film da consigliare, tre gol dal novantesimo in poi in due giorni. Per la prossima domenica, burdèl, chiediamo una cosa sola.

Ancora.